Lettere - Le Radio di Sophie - Letters

Lettere, commenti, segnalazioni

Come nelle riviste e nei settimanali, questa pagina è aperta ai contributi dei lettori: lettere, considerazioni, curiosità, piccoli racconti, ricordi, poesie, scansioni da vecchi documenti, insomma materiale anche non tecnico ma che sia in tema con questo sito. Verranno pubblicate anche le e-mail ritenute di interesse generale, previa richiesta di autorizzazione al mittente. Manda i tuoi contributi (doc, pdf, txt, immagini, link) a Leonardo.

 


  • Una lettera di Nicola del Ciotto ha suscitato la mia curiosità: "Caro Leonardo, avevo preparato un file per mandartelo a Gennaio ma tu, in un certo senso e involontariamente, mi hai preceduto in qualcosa costringendomi a spedirlo subito con un Post Scriptum. Il caso certe volte! Quando aprirai il file vedrai!" Il file in questione riguarda la bellissima valvola trasmittente CWL860, utilizzata in un'applicazione a dir poco originale; il post-scriptum si riferisce invece a un'immagine pubblicata su questo sito con gli auguri di Natale...(L.M. 28 dicembre 2011)

  • Ci scrive Carlo Bramanti: "Caro Leonardo ti invio una curiosità che, se non ti scandalizza, puoi mettere sul tuo sito sul download o su autocostruzione. Recentemente ho reperito un volumetto scritto da Antonio V. Guccione, intitolato K-BIODETECTOR dove è descritta la fisica del dipolo-pendolo e dell’onda K-differenziata della materia, edito a Napoli nel 1967 e che descrive la costruzione di questo apparato. Fermo restanti i dubbi che possono sorgere sulla radioestesia, questa realizzazione di Giambattista Callegari risalente al 1947, può invitare anche i cultori della radiotecnica più curiosi a sperimentarla..." Ecco, per i più curiosi, l'articolo completo. (10 marzo 2011)


  • Lettera di Ezio di Chiaro: "L'altra sera con l'amico Fanco Perna siamo stati invitati alla presentazione del libro patrocinato dal comune di Milano sulle attività industriali della zona Quattro che comprende Porta Vittoria, Porta Romana, via Mecenate e zona Corvetto. Il libro tratta la storia e testimonianze di quella che fu l'industria a Milano fino agli anni settanta. Il Libro si intitola "Storie Industriali" frutto di molteplici interviste e testimonianze di persone che hanno vissuto quel periodo a cura del giornale Quattro, in cui siamo stati inseriti anche noi con foto ed interviste fatte a casa mia sulla storia della Geloso dal giornalista Sergio Biagini. Il libro è ricchissimo di notizie e foto di quasi tutte le aziende che operarono in zona Quattro, come Geloso ,Mivar , Lesa, Cinemeccanica , Tibb. Lagomarsino Eccc... Erano presenti molti personaggi noti della politica milanesi come il presidente del consiglio comunale di Milano Manfredi Palmieri altri giornalisti della Stampa, I i curatori del libro ed il presidente della zona quattro Paolo Zanichelli. Allego la locandina del libro e la zona dove erano ubicate dette aziende, due file uno sulla Lesa e l'altro sulla Geloso, interviste realizzate dall'amico Giornalista Sergio Biagini ed inserite nel libro. Inoltre visto che ero a Milano ho provveduto a fotografare (foto1 foto2) il vecchio stabilimento ex Lesa  (oggi adibito a sfilate e congressi sulla Moda)" (5 dicembre 2010)


  • Ci scrive Franco Nervegna per segnalare la mostra-scambio La Radio, il Suono che si terrà a Piana delle Orme dal 18 al 20 febbraio 2011 (vedi locandina)  "Vorrei sottolineare che la manifestazione sarà dedicata esclusivamente alla Radio, in tutte le sue forme, ed all'alta fedeltà e sarà articolata in due settori. Nel primo espositori qualificati proporranno radio d'epoca, apparati per radioamatori, surplus militare, antenne , dischi in vinile, valvole, amplificatori, casse acustiche, giradischi, componentistica, editoria specializzata e molto altro materiale di qualità. Nel secondo saranno esposti esemplari di importanza storica (ampiamente documentati) che copriranno un periodo temporale che va dagli anni '30 agli anni '70. Sarà allestita anche una aula didattica con riproduzioni funzionanti dei primi apparecchi marconiani e saranno tenute delle mini conferenze sulla storia, la tecnica ed il restauro della radio e dell'HI-FI. Maggiori informazioni si potranno avere sul mio sito: www.franconervegna.it ; l'ingresso è gratuito." Franco Nervegna IZ0THN (2 dicembre 2010)


  • Ezio di Chiaro (email) ci scrive tra l'altro per complimentarsi per il cd-rom sulla Lesa, e aggiunge: "...peccato arrivo in ritardo avresti potuto inserire una mia rarissima foto che ti allego come curiosità. La foto fu scattata per caso negli anni cinquanta da un amico uscito in fretta e furia sul balcone di casa attirato dalle urla a causa di un incidente tra una moto ed una vettura si nota la motocicletta a terra mentre frontalmente svetta il marchio Lesa della sede centrale di via Bergamo a Milano". (12 novembre 2010)


  • Ci scrive Alessandro Ranzo (email) da Roma: "Salve, sono un ragazzo di 26 anni. Fin da piccolo avrei voluto costruire un ricevitore a cristallo tuttavia sia per colpa dell'età, sia per indisponibilità dei materiali necessari, sia perchè nessuno in famiglia aveva le competenze per aiutarmi, non sono riuscito nell'intento. Ora faccio ingegneria informatica, bene o male qualche conoscenza anche nell'ambito dell'elettronica l'ho acquisita così ho realizzato alcuni dei progetti presentati sul suo sito. In particolare:
    - La radio a cristallo con rivelatore a ponte.
    - La radio FM a super reazione.
    - La radio a cristallo onde corte.
    - Una tipica radio AM a cristallo con bobina-diodo e condensatore variabile.

    Ho anche effettuato altri esperimenti quali la realizzazione di un "diodo artigianale" tramite una lametta e una punta di matita, oppure  tramite un piattello di hard disk e un filo rigido, un condensatore
    variabile fatto con due piatti usa e getta... Nulla di eccezionale ma penso che sarebbe utile per chiunque voglia cimentarsi nella realizzazione di un progetto, anche vedere un possibile risultato finale. A tale scopo vi linko uno dei miei video caricati su youtube dal quale poi potrà accedere a tutti gli altri:
    Cordiali saluti e complimenti per il sito!
    " (29 luglio 2010)


  • Marco Gilardetti ha inserito questo post sul forum. Dato l'argomento, i riferimenti storici e i link pensiamo sia utile inserirlo stabilmente in questa pagina.

    "Sono incappato del tutto casualmente in uno splendido articolo di Giorgio Villa dedicato allo spegnimento del canale televisivo C in VHF, una delle tante brutte operazioni che la RAI ha condotto per demolire la radio approfittando dell'occasione del passaggio della TV al "meraviglioso" digitale terrestre.

    Grazie al canale C, difatti, tutti gli italiani del nord-ovest avevano ricevuto finora sulle radio FM l'audio del primo canale televisivo, la cui componente audio era collocata a 87,75 MHz. Ricordo personalmente di averlo usato piu' volte da ragazzo per registrare le sigle dei cartoni animati e delle trasmissioni TV collegando la radio ad un registratore a nastro. All'epoca, difatti, accadeva questo fatto strano: le trasmissioni televisive erano belle ed erano molto belle anche le sigle delle medesime.

    Ad ogni modo, l'ennesimo colpo alle radiotrasmissioni italiane, condotto nel piu' totale disamore per la storia della radio. Personalmente vedo il futuro nero. Provo una vergogna personale nel constatare, da cittadino torinese, in quale pietoso stato siano ridotte le radiotrasmissioni proprio in questa citta' in cui tutto a suo tempo e' nato.

    Comunque, buona lettura con questo interessante articolo. Vi consiglio di proseguire con l'altrettanto interessante "La storia (riservata e grottesca) della nascita della TV in Italia" di cui troverete il link a fondo pagina." (5 febbraio 2010)


  • Ancora un po' di nostalgia, questa volta da Venezia. Adriano Scarpa ci racconta, in una pagina illustrata, i suoi primi passi di appassionato di tecnologie in generale e di radio in particolare, negli anni subito dopo la guerra, fino alla gestione del negozio di ricambi... (8 ottobre 2009)


 

  • Un nostalgico contributo di Salvatore Scorza: "...vi allego un paio di pagine in cui sono stati congelati alcuni frammenti della mia vita, istanti che, credo, qualcuno di voi con la mia stessa passione, ha vissuto come me..." (11 giugno 2009).


 

  • Ci scrive Lele a proposito degli articoli sulla riproduzione di manopole: "incuriosito dal tema in oggetto, ho cercato di fare la mia esperienza in merito, leggendo attentamente quanto sul sito e sul web in generale. Ho quindi pubblicato le mie impressioni e le mie esperienze, nella speranza che possano essere di aiuto ad altri.
    Il mio articolo non vuole dettare metodiche peraltro già perfettamente trattate nel vostro sito ma essere parte integrante di un'esperienza che, come spesso accade, matura con la pratica e l'errore. Il mio invito è a leggerlo e ad esprimere la propria opinione. Ogni critica è bene accolta e sempre considerata costruttiva". (3 giugno 2009). Consigliamo una lettura attenta del contributo, apparso sul blog all'indirizzo qua sotto.
    http://www.radioservicing.com


  • Carlo Recla ci manda una breve, ma interessante storia della Allocchio Bacchini (5 maggio 2009):

"Vorrei portare la mia testimonianza sulla vicenda dell’Allocchio Bacchini, dato che di tale Azienda, per quanto ne so, restano soltanto alcuni degli apparecchi prodotti e i relativi schemi elettrici. Carlo Recla"

ALLOCCHIO BACCHINI  STORIA DI TRE AZIENDE

Allocchio Bacchini è un binomio che ha rappresentato, nel secolo scorso, una pietra miliare nella storia dell’industria elettronica italiana ed è riconducibile a tre diverse Aziende milanesi che operarono per cinquant’anni
complessivamente: la Allocchio Bacchini & C., la ABC Radiocostruzioni e la Radio Allocchio Bacchini. Va citato pure il nome Radialba, legato al marchio di alcuni apparecchi prodotti, che tuttavia non credo fosse una ditta a sé stante. Alla fine della prima guerra mondiale  i due fondatori, appunto l’ingegner Allocchio e l’ingegner Bacchini, grazie alla loro precedente esperienza, decisero di produrre strumenti elettrici di misura dapprima a bobina mobile, come voltmetri ed amperometri, virando poi dall’elettrotecnica all’elettronica con la successiva produzione di strumenti sempre più sofisticati, come per esempio oscilloscopi. Già in quegli anni venne assunto, come ingegnere progettista, Arturo Recla, la cui presenza risultò costante in tutte e tre le Aziende citate. Si trova ancora in alcune biblioteche il suo libro intitolato appunto “strumenti elettrici di misura”.

 Ma la grande novità di quegli anni era la radio e ben presto gli sforzi dell’Azienda s’indirizzarono in quella direzione. Anche il governo dittatoriale dell’epoca ben comprese come la radio potesse rappresentare un utilissimo strumento di propaganda politica, ma restava il problema dei prezzi: il popolo difficilmente poteva permettersi di acquistare tali apparecchi, perché troppo cari, e ciò valeva anche per quelli più semplici, a galena, che oltretutto si ascoltavano in cuffia rendendo difficile il coinvolgimento di tutto il nucleo famigliare. Venne quindi bandito un concorso statale per la produzione di un  apparecchio radio a basso costo, concorso che coinvolse tutte le Aziende italiane del settore , e che venne vinto proprio dall’Allocchio Bacchini, con un moderno apparecchio dotato di altoparlante e che beneficiava di uno schema elettrico rivoluzionario per risparmiare almeno una delle costose valvole termoioniche che venivano a quei tempi impiegate prima dell’avvento di transistor e circuiti integrati, e, grazie a un’intuizione particolarmente felice del suo progettista, intuizione che venne brevettata, il costoso condensatore variabile che veniva utilizzato per la sintonia venne sostituito da un economico condensatore fisso, rendendo mobile per la sintonia la ferrite interna dell’induttanza di alta frequenza. Anche di tale invenzione si può tuttora trovare documentazione in un'altra pubblicazione del prof. Recla, che nel frattempo aveva già progettato apparecchi per auto. Suo uno studio comparso sulla rassegna  “Radio industria” già nell’aprile del 1935! Ma l’Azienda era ormai impegnata nel campo della televisione: forse il primo prototipo in assoluto di televisore prodotto in Italia fu quello messo a punto dal progettista dell’Allocchio Bacchini ed è esposto al museo della scienza e tecnologia di Milano. La seconda guerra mondiale costrinse  ad occuparsi esclusivamente di apparecchi bellici e anche la ricerca fu giocoforza indirizzata in tal senso fino a realizzare un apparecchio molto simile a quello che sarebbe stato il radar. Terminato il conflitto terminarono anche le commesse militari, l’Allocchio Bacchini si ritrovò in crisi di liquidità e dovette chiudere. Lo  stabilimento di corso Sempione venne successivamente rilevato dall’Editoriale dell’ing. Sisini che già allora pubblicava La Settimana Enigmistica, uno dei pochi periodici di quell’epoca che ancora sopravvivono oltretutto senz’alcuna necessità di essere modificato. Trovatisi senza lavoro, tre dirigenti dell’Allocchio Bacchini, Raffo, Recla e Ferri (quest’ultimo tuttavia diede ben presto le dimissioni) fondarono l’”ABC Radiocostruzioni” che già col nome, dalle iniziali della Allocchio Bacchini & C,  voleva essere il logico proseguimento dell’attività interrotta.

Avvalendosi dell’esperienza nel campo degli apparecchi economici, venne subito progettato un nuovo apparecchio radio con un occhio attento alle prestazioni, ai massimi livelli, ma con un costo contenuto: per esempio l’altoparlante, che a quei tempi era solitamente coperto da una costosa tela speciale, venne nascosto da un semplice cartone forato che, verniciato in giallo paglierino, faceva una bellissima figura a un costo quasi irrisorio. Anche in tale nuova Azienda vennero condotti costosi studi e realizzazioni di prototipi di televisori e tali investimenti causarono anche qui problemi di liquidità. Nel frattempo il cav. Gianni Viganò, industriale veneto nel campo delle montature di occhiali, aveva riscosso nel suo ambito un notevole successo (ricordo qui il brevetto “sferoflex”, geniale trovata per rendere, con una molla e una piccola sfera, le stanghette degli occhiali al tempo stesso più robuste ed elastiche), disponendo di capitali da investire, da un lato creò una catena di negozi di ottica, l’Istituto Ottico Viganò, oggi Salmoiraghi Viganò, e dall’altro, intuendo lo sviluppo che ci sarebbe stato nel campo della televisione, decise di far risorgere il marchio Allocchio Bacchini che ancora godeva di grande prestigio. Dovette tuttavia, probabilmente per evitare richieste di creditori della passata gestione, cambiare ragione sociale, e così nacque la Radio Allocchio Bacchini con sede in via Ornato, a Niguarda, all’estrema periferia di Milano.

Venne chiamato il dott. Recla, progettista storico della vecchia Allocchio Bacchini, che liquidò i creditori dell’ABC chiudendo la Ditta e si mise al lavoro su un numero incredibilmente ampio di apparecchi d’uso domestico, senza trascurare la televisione a colori. In questo settore la nuova Allocchio Bacchini investì molto, come del resto fecero le principali industrie elettroniche italiane, che già cominciavano a subire la concorrenza orientale. Quando l’industria italiana fu pronta a produrre i televisori a colori, e la Rai pronta a trasmettere dopo aver speso molto per convertire gli impianti al colore, sostituendo le telecamere e tutto il resto, inspiegabilmente il governo dell’epoca ne giudicò azzardata l’introduzione in Italia, vietando alla Rai le trasmissioni a colori se non per brevi prove tecniche in orario di lavoro. E così la Radio Allocchio Bacchini fu costretta a chiudere, come quasi tutta l’industria elettronica nazionale, dissanguata da investimenti dei quali non poteva raccogliere i frutti, e scomparvero così insieme con lei nomi prestigiosi e ricchi di storia, come Geloso, Radiomarelli e tanti altri. Pochi anni dopo, quando, fatalmente, venne tolto l’embargo, noi italiani comprammo televisori provenienti dall’Olanda, dalla Germania quando non addirittura dall’Oriente. Coincidenza curiosa, oggi tanto lo stabilimento di corso Sempione che quello di via Ornato sono stati entrambi trasformati in alberghi.
Chi avesse la possibilità di aggiungere testimonianze o correzioni alla ricostruzione storica che ho ritenuto di
fare, mi farà cosa gradita se vorrà farlo all’indirizzo carlo.recla@yahoo.it  Grazie.
 

(Le immagini dei loghi sono state aggiunte da noi)
 


 

  • Riccardo Simonetti ci segnala un curioso anacronismo cinematografico (10 luglio 2008): "Invio il filmato di A qualcuno piace caldo (Some likes it hot, Billy Wilder, 1959), dove il caratterista Joe E. Brown sembra utilizzare un Hallicrafters S20-R per una telefonata dal suo yacht. Cosa chiaramente impossibile, anche perchè il film è ambientato nel 1929 mentre il ricevitore è di dieci anni più tardi..."


  • 20 giugno 2008: riceviamo dalla Svizzera questa lettera di Nicolangelo Lombardoni: "purtroppo una brutta notizia: lo storico trasmettitore in OM del Monteceneri a nord di Lugano, sarà spento prossimamente. Abbiamo da tempo cercato di fare presente che molte persone ascoltavano il primo programma della Radio Svizzera Italiana in tutto il nord Italia, dalla Liguria al Trentino ed anche fino da Bologna. Posso confermare personalmente che con una normalissima autoradio (quasi d'epoca) non ci sono grossi problemi. Il programma non contiene nessuna pubblicità se non locale e quindi non dovrebbe disturbare interessi vari. Forse i commenti indipendenti sul "caso Italia" potrebbero dare fastidio, ma questa non è cosa da vecchie radio. Scusatemi per lo sfogo, ma è una perdita che oserei definire storica."

Questa notizia è apparsa anche sul sito di Italradio. Aggiungiamo questo link per chi volesse sapere qualcosa in più su questa storica emittente


 

  • Ci scrive Ezio di Chiaro: "In riferimento all'articolo apparso sul tuo sito riguardante il quarantesimo anno della morte dell'ing. Giovanni Geloso, devo precisare che la data della morte non è il 1968 ma il 01 febbraio 1969 come ben si legge sulla sua tomba nel cimitero di Savona dove riposa. Quanto da me asserito è confermato anche dall'ing Edgardo Velicogna direttore tecnico della Geloso e membro del consiglio di amministrazione fino al 1969, ti allego due foto storiche (foto1, foto2) dell'ing. Velicogna con l'ing. Geloso inedite oltre ad una mia foto in compagnia del collega Franco Perna ex progettista Geloso fatta questa estate a Milano a casa dell'ing Velicogna in occasione di una visita di cortesia. L'autore probabilmente è stato tratto in inganno dalla lettura del bollettino 108 -109 ove si legge che nel 68 la salute dell'ing Geloso era peggiorata, ma non si riferisce alla sua morte . L'articolo riguardante la storia dell'ing. Geloso inserita nel bollettino 108 -109 a firma di G.G.D. è stato scritto dalla figlia Gianfranca Geloso Domini. Ti allego anche la foto fatta questa estate in compagnia dell'amico Luca Pittaluga di Genova e Franco Perna in occasione di una visita alla tomba dell'ing Geloso nel cimitero di Savona. Purtroppo in quella occasione abbiamo appreso che che sua figlia Gianfranca era appena deceduta due settimane prima ed in procinto di essere sistemata accanto a suo Padre. Se vuoi allegarla al tuo articolo a completamento della storia della sua morte fai tu. Inoltre allego la foto di mio figlio Paolo con la storica insegna, ed una pagina publicitaria tratta dai famosi BOLLLETTINI dei microfoni serie " LAVALIER" che utilizzava come testimonial l'mmagine dell'amico Franco Perna progettista di notevole talento...". Un sincero ringraziamento a Ezio per le preziose informazioni e le belle fotografie. (19/05/08)


  • Una interessante segnalazione di Aurelio Bay: "Vi mando la copia di due pagine dell' Annuario Tecnico Industriale del 1902. Contiene probabilmente uno dei primi inviti (in Italia) alla autocostruzione di un sistema ricetrasmittente. Non e' certamente il primo, poiché l'articolo cita la rivista Cosmos... Chissà se questa rivista si trova in qualche biblioteca. Saluti, Aurelio". (notate in che modo viene proposta la costruzione di un semplicissimo coherer...) (05/08)


  • Luciano Loria ci scrive a proposito dei suoi Theremin: "... Il theremin sembra che abbia davvero tanti estimatori, tanto che molti mi hanno contattato chiedendomi aiuto e consigli per la costruzione. I più attenti ed esigenti auto-costruttori mi hanno fatto notare alcune mancanze ed inesattezze sullo schema elettrico e su quello di montaggio. Parlo del primo modello presentato, quello a 5 valvole; per rispondere globalmente alle numerose e-mail che ricevo, con richieste di doverose precisazioni, ti invio il file riveduto e corretto, affinchè tu possa sostituirlo". (09/07)


  • N. Lombardoni ci scrive dalla Svizzera: "Salve, invio due pagine di una rivista locale con una descrizione del museo della Associazione Museo Radio che si trova proprio sotto l'antenna superstite della storica Radio Monteceneri. Se ritenete di segnalarlo agli appassionati, ve ne saremmo molto grati. Resto a disposizione per ogni chiarimento" (06/07)



  • Lettera di Mario Pagani, studente del Liceo Scientifico L. Respighi di Piacenza (05/07) Resoconto di una giornata speciale, nella quale si è effettuata una comunicazione radio con gli astronauti della Stazione Spaziale.


  • Cronaca di una morte annunciata: l'abbattimento dell'antenna di Radio2 O.M. di Bologna.  Di Rino Zacchiroli (04/07) - (Riportiamo il testo e le immagini di un intervento apparso sul numero di marzo 2007 de "La scala parlante" senza aggiungere alcun commento)


  • Televisori a schermo piatto nel 1955? Lettera di Ezio di Chiaro (01/07)

"...pensando a questi favolosi TV moderni con schermo piatto, mi sono ricordato di aver letto un articolo tanto tempo fa riguardante dei tubi catodici piatti. Dopo circa tre giorni di ricerca nella montagna di riviste visionate, ecco un articolo riguardante i primi tubi catodici piatti della storia tratti dalla rivista " RADIO e TELEVISIONE n.53 del 1955..."


  • Mostra "Collection & Cult", Napoli Ottobre 2006 - Lettera di Antonio Maida (11/06)

"Nel complesso monumentale San Severo al Pendino, in pieno Centro Storico a Napoli e col patrocinio del Comune, si è svolta dal 16 al 31 Ottobre 2006, un’interessantissima mostra “Collection & Cult” che ha consentito ai numerosi visitatori di compiere un viaggio virtuale nel tempo e nella musica. Nella mostra si potevano ammirare ed ascoltare rarissimi documenti sonori incisi su vecchi 78 giri: dalle prime incisioni autobiografiche di Marconi, ad un rarissimo Inno del Piave oltre a preziose  incisioni di Caruso ed altri artisti dell’epoca. Non sono mancati inoltre documenti ed incisioni sull’epoca d’oro della Canzone Napoletana. L’ampia rassegna discografica è stata curata da Salvatore Friscia, un arzillo ultraottantenne collezionista di otre 6000 "78 giri", scrupolosamente catalogati e custoditi. In un’altra sezione della Mostra, curata dal Collezionista ed autore di numerosi articoli sulla Radiofonia, Antonio Maida, erano esposti ricevitori registratori giradischi dagli anni ’20 fino ai giorni nostri. Il visitatore poteva rendersi conto dell’evoluzione del mezzo sonoro, dalla radio a galena ai moderni ricevitori a transistor. Per illustrare brevemente alle numerose scolaresche che hanno visitato la mostra vi erano delle tabelle esplicative per ripercorrere le tappe della radiofonia  e  tutte le applicazioni che ne sono scaturite. La manifestazione ha destato un notevole interesse nel numeroso pubblico con  un ampio risalto sulla stampa nazionale e cittadina, a dimostrazione che iniziative culturali promosse da volenterosi appassionati in questo campo, hanno la loro validità anche in un contesto difficile come quello dell’area napoletana." (Vedi qualche immagine della manifestazione: 1, 2, 3, 4, 5, 6)


"Per la produzione anni venti trenta e primi anni quaranta vi è una ricca documentazione ricavata da pubblicità e da pubblicazioni d’epoca. Inoltre le ditte produttrici non erano tantissime. Anche dalla seconda metà degli anni ’50 le cose diventano abbastanza  semplici grazie agli annuari dell’ANIE dove è documentata gran parte della produzione industriale.

Il periodo più buio rimane fra il ’43 e il ’54, dove agli eventi bellici si sovrappone una caotica ripresa industriale che coinvolge anche il settore radio. Ditte famose chiudono ma aprono una miriade di piccoli produttori che spesso durano pochi anni limitando la produzione a pochi modelli di cui adesso non rimane traccia. Il metodo di datare un apparecchio dalle valvole che monta è poco preciso perché in quel periodo spesso i costruttori montavano quello che c’era. Soprattutto nei primissimi anni del dopoguerra non è insolito trovare montati tubi che erano state costruite per apparati militari, come le E1R al posto delle ECH o le P2000 tedesche.

Per alcune ditte risalire all’anno di produzione è semplice. Minerva utilizza per i suoi modelli un codice numerico che contiene anche l’anno di produzione.  Così il mod 386 è del 1938 e il 515 è del 1951. Anche  Philips dopo il '45 usa un sistema simile. Ad esempio, BI 460 la seconda cifra ci indica l’anno, 1946 appunto. Così vediamo che Philips produsse il primo rimlock nel 48, ma anche che, nel 49 su alcuni modelli montava ancora serie rossa o valvole miste. Come il BI 490A del 49 che montava sulla prima serie solo serie rossa e sulla seconda anche due rimlock (AZ41 ed EL41).

Per sapere se un apparecchio è prima del 50 o dopo torna più utile la scala parlante che, a quell’epoca, era ritenuta importante ed era sempre aggiornata. A partire dal 1950 all’Italia fu tolta la frequenza a circa 550 dove trasmetteva Bolzano. Perciò, se guardiamo la scala di un apparecchio dove Bolzano è indicata presso i 450 e raggruppata ad altre emittenti (Torino – Firenze – Napoli – Venezia) la radio è stata costruita dopo il 50. Fra il 46 e il 48 ma non sono sicurissimo delle date è stata in uso anche la rete azzurra e la rete rossa e molte scale riportano le stazioni italiane suddivise appunto con quei colori."



  • Come si ascolta la radio - Lettera di Carlo Coletta 16/10/06. "Scansionando delle pubblicazioni d’epoca ho trovato un articolo che è incredibilmente attuale, nonostante i 71 anni che porta sulla cellulosa. Quando delle persone mi chiedono perché riparo radio vecchie…gli rispondo perché c’è magia…..quella che manca nelle azioni che eseguiamo tutti i giorni…..quella che manca nella televisione di oggi (e che stranamente si inizia a ritrovare nella radio…), quella che manca nei modelli di vita che la società cerca di farci seguire a tutti i costi in nome del dio denaro." (scarica l'articolo - file pdf, 1,29Mb)


  • Vecchie Radio? Modificatele così! - Lettera di E. Di Chiaro 25/09/06. "Sono Ezio visionando vecchie riviste tra cui RADIORAMA del 1963-64 mi sono imbattuto in un articolo che mi ha particolarmente colpito, il come venivano trattate le vecchie radio in quegli anni. In particolare la foto di quel signore che con la sega taglia le gambe a quella meravigliosa radio. Ora capisco dove sono andati a finire quei meravigliosi mobili che equipaggiavano le vecchie radio ,ormai introvabili frutto anche di consigli scellerati di queste riviste...". (scarica l'articolo - file pdf, 950Kb)




 

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