Annotazioni3 dicembre 2009 - Addio vecchia lampadina!
Tra le tante cose che scompaiono per sempre, tantissime negli ultimi anni, c'è
anche la lampada a filamento, la cui morte è stata decretata, in modo graduale,
Io conservo da anni una vecchia lampadina con filamento di carbone, costruita secondo il brevetto Edison nei primi anni del '900, prima dell'avvento del tungsteno. Si vede chiaramente che è usata: lo dimostra l'annerimento del bulbo dovuto all'emissione elettronica durante il funzionamento (si deve all'osservazione di questo annerimento la scoperta dell'effetto Edison, e la conseguente invenzione del diodo a vuoto da parte di Fleming). Non avevo mai osato accenderla prima d'ora, nel timore che la delicata spirale potesse vaporizzarsi o "fulminarsi" istantaneamente. Ma per celebrare adeguatamente il funerale di un'epoca storica, che ha portato con sé oltre alla luce abbondante e a buon prezzo anche la valvola e quindi la radio e tutto il resto, ho deciso di accendere per un breve periodo la mia vecchia lampada. Naturalmente non l'ho collegata alla rete, ma l'ho alimentata gradualmente con un trasformatore variabile. Le immagini di qua sotto testimoniano il funzionamento della vecchia, cara, semplice e romantica lampadina. (L.)
14 Febbraio 2007 - Consulenze e vecchi ricordi Ricevo ogni giorno per e-mail alcune richieste di consulenza tecnica, ed altre ne leggo sul forum, in questo periodo attivo e ben frequentato. Alcuni dei quesiti, ben documentati e ben scritti, mi stimolano a studiare e approfondire dettagli tecnici e schemi inusuali, tanto che spesso mi sento inadeguato a fornire una risposta e comunque mi devo impegnare per riuscire a inquadrare il problema. Poi ci sono i quesiti sensati, basati su sintomi ben definiti e misure già effettuate. Di queste richieste sono molto grato a chi me le sottopone. E poi, però, ci sono le richieste ed i quesiti improponibili, tipo "la radio non funziona, cosa sarà?", oppure "le valvole si accendono ma... niente!". Peggio ancora sono quelli che sostengono di "aver sostituito tutti i condensatori e tutte le resistenze" nella speranza di risolvere il guasto senza doverlo capire. Spesso questi messaggi (in genere non firmati) sono scritti in modo sgangherato, con lo stile degli sms e con un uso spropositato di punti esclamativi, maiuscole e puntini di sospensione. Il che mi fa pensare che l'interlocutore sia un giovane pieno di entusiasmo. Io, dovete darmene atto, cerco sempre di dare una risposta adeguata a tutti e di non scoraggiare nessuno, ed infatti tante volte capita che lentamente, con successivi rimbalzi di e-mail, riusciamo a individuare il problema e risolverlo. Talvolta però ho l'impressione che l'interlocutore, oltre ad essere totalmente ignorante e poco attrezzato, non voglia realmente addentrarsi nell'affascinante mondo della tecnica, ma utilizzi questo canale con la speranza di avere una ricetta facile e di sicuro successo, tipo: "se il volume è basso devi sostituire il pezzo x", oppure "gira la vite y". Purtroppo non funziona così! La radiotecnica richiede competenza: un minimo di fisica giusto per saper scrivere la legge di Ohm dritta e rovesciata e avere un'idea di cosa sia un condensatore; un pochino di elettrotecnica per poter usare un tester, e poco altro. Oltre, naturalmente, al cervello. Queste storie mi riportano alla mente vecchi ricordi di radiotecnici di tanti anni fa, che imparavano "a bottega" seguendo le istruzioni del titolare, il quale avendone viste tante, guardava la "Domino" e diceva: "qui si brucia sempre la resistenza di griglia della EF89", e per il piccolo Eurphon aveva sempre pronta una scorta di trasformatori d'uscita "tanto si interrompe sempre quello", e così via. E se non bastava il tecnico anziano c'era il bancone del negozio di ricambi, dove tutti, avventori e commessi, facevano a gara a darti consigli. Poggiavi il tuo pezzo guasto sul banco o chiedevi il ricambio al commesso, e immediatamente venivi sommerso da domande: "per quale televisore è?", "che difetto ha?", "mmmh, strano, in quel modello se parte il BU108 allora sicuramente devi cambiare anche...". Tante ne ho imparato in questo modo, ascoltando umilmente commenti, consigli e origliando i discorsi degli altri. Ho conosciuto alcuni tecnici che si vantavano di non aver mai dovuto consultare uno schema di radio, tanto potevano andare a "colpo sicuro". In quel caso la "pratica" era tanta, e sostituiva in parte la "grammatica". Oggi, purtroppo, non è più così. L'ignoranza non è più ammessa per chi vuole coltivare questo affascinante hobby. Esistono libri, siti internet, documentazione a valanghe, molta più di quello cha sarà mai possibile leggere. Per questo vi imploro, prima di scrivermi "la radio è muta, cosa sarà?", provate a fare qualche primo passetto con le vostre gambe, studiando le pagine tecniche di questo e di altri siti (gratis), leggendo qualche buon libro, prendendo confidenza con il tester e con la legge di Ohm. Grazie. (L.)
25 Ottobre 2005 - L'anello al naso Il 2004 fu l'anno, triste per tanti di noi, in cui il Governo italiano decise di spegnere la maggior parte delle trasmittenti nazionali ad Onde Medie. Moltissimi non se ne sono neppure accorti, altri hanno preso la cosa con sereno fatalismo: "è il nuovo che avanza e spazza via il vecchio". Ora siamo alla fine del 2005, e purtroppo c'è ancora dell'altro nuovo che avanza. Si tratta del digitale terrestre. Per chi abita in Sardegna e in Val d'Aosta il prossimo 31 gennaio sarà una data fatidica: la data dello switch-off. In altri termini, secondo un decreto legge che si ispira ad una direttiva europea, le trasmissioni televisive analogiche verranno sospese e sostituite da quelle digitali, con innumerevoli vantaggi per tutti (a detta del ministro). Maggiore qualità, maggiore offerta, interattività, possibilità di avviare sistemi "pay per view". Insomma, tutto ciò che viene offerto ormai da anni dalla televisione satellitare, con grande soddisfazione di tanti utenti che hanno scelto liberamente di allacciarsi al servizio. Ma ora la situazione è diversa. Il digitale terrestre non è una scelta: è un obbligo. Se sei sardo o valdostano e vuoi continuare a vedere i normali canali RAI e Mediaset dopo il 31 gennaio 2006, devi acquistare e collegare il decoder. In seguito toccherà anche alle altre Regioni. Certo, c'è il contributo statale che copre quasi tutto il costo dell'acquisto, ma restano alcuni euro da versare subito ed una serie di inconvenienti che ti rimarranno per sempre:
I grandi centri commerciali della Sardegna stanno facendo fronte in questi giorni all'enorme richiesta di decoder da parte degli utenti. Dappertutto c'è la fila: gente fiduciosa che fa la coda per ritirare un bel dono, previa compilazione del modulo, esibizione di documenti, codice fiscale, ricevuta dell'abbonamento RAI e pagamento di una "piccola quota" (da 5 a 25 euro a seconda del modello scelto). Tutti i dati vengono inseriti nel database nazionale. Se tutto va liscio ti allontani soddisfatto con la tua bella scatola sotto braccio. Ma ho visto anche gente disperata che non trova più il tesserino del codice fiscale ("serve l'originale", ammonisce la solerte impiegata). C'è anche qualcuno che, per poter usufruire dello sconto sul decoder, corre prima a pagare l'abbonamento RAI che aveva evaso allegramente per decenni! Alcuni sono stati costretti a tornare più di una volta, a causa di numerosi problemi e malintesi del genere. Ma poi alla fine tutti ce la faranno, sicuramente. Se sapessi disegnare rappresenterei la scena che ho appena descritto come una coda di gente che aspetta di entrare in un ufficio. Entrano da una porta ed escono da un'altra: persone felici con un bellissimo anello al naso e una meravigliosa sveglia al collo! (L.M.)
10 Novembre 2004 - Precisazioni Vorrei approfittare di questo spazio per precisare alcune cose, che forse non sono chiare a chi visita o frequenta questo sito. Soprattutto mi rivolgo a quelli che ci scrivono esordendo con un "spett.le Ditta" e con il linguaggio formale delle lettere commerciali all'"italiana": "PregoVi voler inviare presso il seguente N/S indirizzo...", magari per chiedere uno schema gratuito o un auricolare piezoelettrico. Ma mi rivolgo anche a quelli che ci tempestano di e-mail, una di seguito all'altra finché non rispondiamo, con il piglio di chi si rivolge allo sportello del solito ufficio pubblico, dietro al quale sta un impiegato indolente, assenteista e strapagato: "Vi scrivo per la terza volta, nella speranza, questa volta, di avere una risposta...". A tutte queste persone vorremmo precisare quanto segue:
La risposta a questo lavoro appassionato è la vostra stima e gratitudine, che ci arrivano esplicite e calorose dalla maggior parte di quelli che chiedono e ottengono ciò di cui hanno bisogno; da alcuni di voi abbiamo anche ricevuto delle tangibili prove di affetto e di amicizia, sotto forma di documentazione gratuita, componenti ed altri regali. Dagli altri, quelli che pensano che il nostro sia un servizio "dovuto", e che sospettano di chissà quale nostro interesse venale, vorremmo almeno una parola: "grazie". Magari sul guestbook, in modo che lo vedano tutti. (L&S) 7 Maggio 2004 - Onde Medie addio! Dal 15 maggio 2004 la Rai, seguendo un piano di razionalizzazione delle risorse, cessa la diffusione di Radio2 e Radio3 sulle bande delle Onde medie. Si potrà ascoltare, a reti unificate, Radio1 con la programmazione regolare e quella dedicata alle sedi regionali. In seguito verranno "razionalizzate" anche le trasmissioni sulle Onde Corte. Penso di interpretare il pensiero di molti appassionati di radio d'epoca, di radio a cristallo e di radio in generale, se accolgo la notizia con un silenzioso grido di dolore. Era inevitabile, se ne parlava da anni, le trasmissioni in AM hanno fatto il loro tempo. Ora la radio si ascolta in FM, via Internet, da Satellite, in Digitale: non si possono continuare a dissipare risorse energetiche trasmettendo su canali obsoleti dei segnali che arriveranno irrimediabilmente disturbati, distorti, con fedeltà del tutto inaccettabile. E' vero. Ma è anche vero che fino a ieri alcuni di noi hanno continuato ad ascoltare Radio3 con la loro vecchia radio a valvole, assaporando piacevoli concerti e pacate conversazioni condite con quel calore umano che emana dalla vecchia tecnologia, talvolta ci siamo goduti l'ascolto di Caterpillar su Radio2 con la radio ancora sul banco di riparazione, mentre ci dedicavamo al restauro del bel mobile in noce; altre volte, terminata la nuova versione della radio a cristallo, l'abbiamo sottoposta a collaudo cercando quante stazioni fosse possibile ricevere, specie Radio3 che da noi arriva debole e sovrapposta a un'emittente algerina. Ora passiamo al sistema "monorete", torniamo indietro ai primi anni della radiodiffusione, quando "la radio" riceveva un solo programma in lingua italiana, e per giunta bisognava equipaggiarla con un'antenna di 20 metri, altrimenti si sentivano solo scariche e crepitii. Ma allora le onde medie cominciavano la loro gloriosa carriera di diffusione dell'informazione, dell'intrattenimento, delle grandi imprese sportive. Allora c'era tanto entusiasmo, oggi c'è solo tanta malinconia. (L.M.) 4 Aprile 2003 - Secondo compleanno Mantenere un sito web è un po' come coltivare un orto. Non basta averlo creato, dissodato, recintato, seminato eccetera. Per mantenerlo attivo e produttivo l'orto va curato ogni giorno, eliminando le erbacce, piantando le verdure di stagione, preparando il terreno per le semine della prossima stagione e così via... E' questa la sensazione che proviamo dopo due anni, ben consci che con questa attività non si può mai vivere di rendita. La differenza rispetto all'orto è che il sito web cresce continuamente, via via che vi si aggiunge materiale nuovo, tanto che tra breve, per motivi di spazio saremo costretti ad abbandonare questo indirizzo per passare al nuovo dominio http://www.leradiodisophie.it L'indirizzo è già attivo ed il sito è in costruzione. Sarà come questo, con qualche miglioria estetica, un po' d'ordine e tante novità. A presto nella nuova casa! L&S 8 Settembre 2002 - Statistiche Giocherellando con il programma che uso per creare e modificare queste pagine, ho scoperto che è possibile avere un report sulla struttura del sito. Dunque, a parte le Gallerie, il Forum e il Guestbook che sono su siti differenti, "Le Radio di Sophie" conta al momento attuale ben 87 pagine HTML + 438 immagini, per un totale di 16.670KB di dati, collegate da 1206 link ipertestuali interni. Siete sicuri di avere visto tutto ciò che c'è da vedere? Noi stiamo facendo il possibile per tenere in ordine il tutto. L&S 4 aprile 2002 - Le Radio di Sophie compie un anno Grazie a tutti quelli che ci seguono, ci lasciano messaggi nel libro degli ospiti e nel forum, ci inviano progetti, idee, richieste di schemi e di consulenza, ed anche a quelli che di tanto in tanto ci fanno una semplice visita. Grazie anche a chi mantiene il server di Tiscali, gratuito e veloce, ai gestori degli altri servizi (Guestbook, WebCounter, Forum e Webring), tutti gratuiti, discreti ed efficienti. Evviva Internet che ha permesso tutto ciò! Leonardo e Stefania 9 febbraio 2002 - I contributi esterni sono graditissimi! Il nostro sito sta crescendo e si sta affermando. Lo dimostrano i numerosi interventi sul forum, le firme ed i commenti nel libro degli ospiti e il contatore delle visite, che ormai si incrementa al ritmo di circa 50 unità al giorno (ed è di quelli onesti, che non contano i "refresh"). Ma soprattutto lo dimostra una piacevole novità: cominciano a pervenire contributi da parte di appassionati esterni. Ha cominciato Ottavio Cocco, collezionista di Cagliari che ci ha messo a disposizione alcuni suoi pezzi, ora esposti nelle nostre gallerie. Poi Luciano Loria è intervenuto con dei progetti belli e stimolanti, che abbiamo prontamente pubblicato nella sezione "radio a cristallo". Ora è la volta di Riccardo Lavecchia, che ci ha inviato le foto ed un articolo sulla sua bella radio CGE 4110 FM... Noi non possiamo fare altro che ringraziare ed incoraggiare gli altri: inviate articoli, foto, trucchi, suggerimenti. Cerchiamo di dare tutti un contributo alla diffusione dell'informazione, in modo da sviluppare la cultura della radio d'epoca insieme al collezionismo. 5 ottobre 2001 - Sito commerciale? Qualcuno considera Le Radio di Sophie un sito commerciale, perché tra le altre cose mettiamo qualcosa in vendita. Sembra che questa connotazione sia anche da intendere come vagamente negativa ("è un sito commerciale, ma tutto sommato..."). Insomma, a quanto pare l'immagine del commerciante in Italia ha ancora qualcosa di losco, come se la sua occupazione fosse quella di aggredire la gente per portargli via i soldi. Se poi si tratta di hobby, allora la faccenda diventa ancora più delicata: il commerciante è uno che approfitta delle passioni della povera gente per fargli pagare "carissimo" ciò che dovrebbe invece essere gratuito ed alla portata di chiunque. Fortunatamente basta dare un'occhiata al nostro "guestbook" per renderci conto che la maggior parte dei nostri frequentatori capisce benissimo lo spirito che ci anima. Fare le cose in modo professionale fa solo bene, anzi è l'unico approccio "vincente" per chi vuole coltivare la propria passione mettendo a disposizione degli altri le proprie risorse, senza ipocrisie da sacerdote, e senza sbandierare in giro abnegazione e sacrificio degni di ben altre cause... 19 settembre 2001 - Siti internet italiani Permettetemi una breve considerazione circa la situazione dei siti internet italiani dedicati alle radio d'epoca, o più in generale a qualunque settore amatoriale "di nicchia". Qualche notte fa, dopo avere fatto il mio solito giro tra i soliti tre siti conosciuti, ho deciso di provare a "snidare" tutto il possibile materiale web esistente in Italia sull'argomento. In effetti, se confrontiamo la situazione italiana con quella di altri paesi occidentali, sembra assurdo che i principali motori di ricerca, attivati con parole chiave come "radio d'epoca", "valvole", "radio antiche" eccetera diano così tanti risultati in inglese, francese e tedesco e così pochi in italiano. Tra l'altro, in generale un collezionista italiano di radio d'epoca se ne fa ben poco dei bellissimi siti americani o inglesi, a parte la curiosità e il piacere di ammirare belle immagini. Comunque, inseguendo link, segnalazioni, scoperte casuali e ramificazioni varie alla fine ho potuto collezionare un elenco di tutto rispetto di pagine web perfettamente attive, ben strutturate e degne di un bookmark (vedi per esempio quelle che ho aggiunto nella pagina dei link). Insomma, c'è un grande lavoro. Il problema, a mio avviso, risiede in una sorta di mancanza di professionalità che pervade la rete italiana: molte pagine vengono create e abbandonate, moltissime vengono curate ma non pubblicizzate a sufficienza, per cui restano poco fruibili e spesso introvabili. Altre cambiano nome, indirizzo e aspetto per cui diventa impossibile stargli dietro. Altre promettono per mesi aggiornamenti che non arrivano mai. Tutto ciò certamente non rafforza la fiducia nell'utente e nel visitatore casuale, e lo convince che in fondo internet non sia una cosa seria. 10 settembre 2001 - Il libro è in distribuzione Dopo circa un anno e mezzo dal concepimento dell'idea iniziale, il manuale sul restauro delle radio d'epoca è finalmente disponibile per chi lo vuole leggere, utilizzare, criticare. A volte, quando si sente parlare di "fatica" a proposito di un'opera di qualunque genere, libro, film o altro, si è portati a credere che il termine sia esagerato, usato a sproposito. Invece, vi assicuro che si tratta proprio di una fatica. Spero di ricevere molte critiche, in modo da poter avviare quanto prima una seconda edizione arricchita e corretta grazie al contributo di tutti. Ringrazio fin d'ora quanti vorranno provare a leggerlo. Radio Antiche - Tecnica, riparazione, restauro. Di Leonardo Mureddu. Mosè Edizioni. 3 settembre 2001 - Primo bilancio Di rientro dalle ferie, a distanza di cinque mesi dall'avvio di questo sito, ci sentiamo in vena di tentare un primo bilancio. Le Radio di Sophie è nato un po' per caso, così come sono nate per caso le altre iniziative, i cd di schemi, il libro che pare che stia uscendo adesso, le pagine sulle radio a cristallo e tutte le altre cose si possono già vedere e le altre che appariranno tra breve. Dobbiamo confessare che un simile successo non ce lo saremmo mai aspettati. Il numero delle visite, le annotazioni sul Libro degli Ospiti, gli interventi sul Forum e tutta la corrispondenza privata ci incoraggiano a proseguire su questa strada. L'idea iniziale era quella di realizzare delle pagine ad alto contenuto tecnico, come quelle delle vecchie riviste come "RadioPratica", scomparse ormai da anni, nelle quali si trovavano progetti per principianti (ricevitore con un solo transistor...), ma anche progetti ambiziosi (una supereterodina a 5 valvole in scatola di montaggio...), articoli tecnici (come funziona un FET...) ed un pizzico di scienza (onde radio dal Sole...). Il tutto scritto ed illustrato un po' "alla buona", badando più alla sostanza che alla forma. Ci siamo riusciti? Noi almeno ci stiamo provando. Certo, un sito web non è come una rivista, che esce ogni mese con le sue cento pagine tutte nuove, e ogni mese ti presenta cento pagine bianche da riempire; questo è un contenitore che si riempie continuamente e continuamente cresce, ma tende ad invecchiare con una rapidità sorprendente. Le "novità" di oggi domani saranno cose "già viste", inutili. Insomma, si tratta di un gioco nuovo, con le sue regole precise che bisogna imparare e soprattutto rispettare. Intanto ringraziamo tutti quelli che ci stanno seguendo e ci stanno dando fiducia in questa fase iniziale. Leonardo e Stefania
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