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L'invenzione del disco fonografico

Tutti sanno del brevetto di Tomas Edison, il "fonografo" a cilindri. Provate oggi a cercare, fuori da un museo, un cilindro musicale dell'epoca, e un dispositivo per poterlo riprodurre. Invece è possibile con facilità trovare dischi fonografici dello stesso periodo, e scoprire che quella tecnologia, inventata nel 1887 da Emile Berliner, è tuttora presente nei nostri scaffali, grazie alla semplice idea: realizzare un supporto piatto facilmente conservabile in poco spazio, facilmente riproducibile con pochi mezzi, e soprattutto adatto alla realizzazione di migliaia, milioni di copie da una stessa matrice.

Emile Berliner, tedesco naturalizzato americano, è il vero inventore del disco fonografico. Tra l'altro è il fondatore della Deutsche Grammophon Company, quella che in seguito diventerà una delle più importanti etichette discografiche mondiali.

La sua invenzione risale al 1880, ma il brevetto definitivo è del 1887. In brevissimo tempo il mondo musicale si accorgerà della potenzialità dell'idea, e alla svolta del 1900 nasceranno tutte le grandi case discografiche, che cambieranno per sempre il modo con cui il pubblico usufruisce della musica. Nasceranno i primi divi discografici  tra cui il grande Enrico Caruso: la sua prima registrazione risale al 1902, e pochi anni dopo vendeva milioni di dischi.

Quella che segue è la traduzione di un breve articolo apparso nel 1890 su Scientific American che spiega il funzionamento dell'apparecchio di registrazione e di quello di riproduzione, su dischi di zinco (qui l'articolo originale in pdf).

IL GRAMMOFONO (da Scientific American, luglio 1890)

Tra gli strumenti per la registrazione e la riproduzione della voce e di altri suoni, l’invenzione del signor Emil Berliner, di Washington, D.C., nota come grammofono, si distingue dalle altre sia per la forma che per il principio di funzionamento. Il grammofono è stato uno dei primi apparecchi sonori moderni. Era ormai quasi perfezionato quando apparve l’ultima versione del fonografo. Da allora è stato migliorato e ci risulta che recenti prove dello strumento in Europa abbiano dato ottimi risultati.

La Fig. 1 mostra l'apparecchio di registrazione; la Fig. 2 il riproduttore. In questa macchina viene utilizzato un disco di zinco con un foro centrale per ricevere la registrazione. Il disco, ricoperto da una pellicola di cera estremamente sottile, è montato su un perno verticale all'interno di una vasca di incisione che ruota con il perno. Lo stilo di registrazione, il diaframma e il tubo di imboccatura sono montati su un carrello, che viene spostato verso il centro del disco di zinco da una vite, che prende il suo movimento dal perno che porta il disco. Il movimento viene impartito al disco di registrazione da una ruota di frizione sull'albero orizzontale a destra dell'incisione. Questo albero è dotato, nel caso in esame, di una manovella con cui si fa ruotare la lastra. Lo stesso albero è inoltre dotato di una puleggia per l'innesto di una cinghia proveniente da un motore adeguato, quando si desidera azionare la macchina a motore.

Mentre il disco di registrazione ruota, i suoni emessi nell'imboccatura del tubo fanno vibrare il diaframma, e lo stilo viene spostato in una direzione parallela alla superficie del disco, formando nella pellicola di cera una linea sinuosa che rappresenta i suoni emessi nel tubo. Mentre il disco ruota, lo stilo e le parti ad esso collegate vengono trasportati in avanti verso il centro del disco, formando così una linea sinuosa a spirale nella pellicola di cera. Una volta completata la registrazione, lo stilo viene rimosso e dell'acido viene versato nella vasca di incisione dalla bottiglia posizionata a destra della macchina. Non appena il disco è sufficientemente inciso, la vasca viene rimossa, l'acido viene riversato nella bottiglia, la pellicola di cera viene eliminata e il disco viene trasferito all'apparecchio di riproduzione mostrato nella Fig. 2.

In questo apparecchio il disco è montato su un perno verticale e ruota come nell'altro caso. Il diaframma dello strumento di riproduzione porta uno stilo che segue il solco a spirale nel disco, provocando così nel diaframma vibrazioni simili a quelle prodotte dai suoni emessi nel tubo d'ingresso dello strumento di registrazione. La cella del diaframma e lo stilo di riproduzione sono montati sull'estremità più piccola della tromba, che è delicatamente imperniata su un supporto e controbilanciata in modo che lo stilo di riproduzione eserciti solo una leggera pressione sul disco. Il volume del suono che esce dalla tromba è elevato. La musica strumentale e vocale viene riprodotta fedelmente. È ovvio che le registrazioni effettuate con questo strumento sono permanenti e che i dischi possono essere conservati in uno spazio molto ridotto. (Traduz. L.M.)

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