Riparazioni Acrobatiche

Ricostruire un cono sfondato

Negli apparecchi molto antichi e di pregio, la sostituzione completa dell'altoparlante può a volte essere una soluzione che causa un certo deprezzamento, specie se non si riesce a trovare un ricambio compatibile con l'originale, con le identiche caratteristiche d'ingombro e di montaggio, oltre che elettriche. Più di una volta mi sono trovato davanti ad un simile problema, ed infine ho deciso di sviluppare un metodo che mi permettesse di ricostruire ex novo la membrana di un altoparlante, in modo da salvare il più possibile le sue caratteristiche originali. Dopo alcuni tentativi in varie direzioni, finalmente sono approdato al metodo che descrivo in queste pagine, che se seguito con cura può dare risultati accettabili. Il punto di partenza è un altoparlante con la membrana completamente asportata, ma possibilmente con la bobina mobile ancora utilizzabile, più o meno come quello riprodotto qua sopra

Come si può vedere, non c'è nessuna possibilità di recupero partendo dall'esistente. Salviamo la bobina mobile e il diaframma di centratura, che rimonteremo nel nuovo cono, dopo aver controllato la continuità della bobina e l'integrità del suo supporto.

Il passo successivo è quello di preparare un cono di cartoncino robusto, di diametro ed altezza opportuni. Per calcolare e disegnare il cono, che farà da sagoma per la membrana, riferirsi allo specchietto che segue:

Nota: Nella figura qua sopra c'è un errore: la misura C è data, come insegna la geometria, da πD, non da 2πD. Segnalazione di Bruno Santa, che propone questo metodo di calcolo più preciso e suggerisce un metodo per ricostruire un altoparlante non completamente inservibile (vedi in fondo alla pagina)

L'altezza h va valutata come il prolungamento ideale del cono all'interno del magnete. Non è una misura particolarmente critica, ma è bene cercare di figurarsi un valore abbastanza verosimile. Comunque è meglio sbagliare per difetto piuttosto che per eccesso: in altre parole, meglio ottenere un cono troppo "piatto" piuttosto che uno troppo "aguzzo", che sarebbe difficile da alloggiare nella gabbia. Il resto del procedimento dovrebbe essere abbastanza chiaro. Si disegna sul cartoncino un cerchio di diametro R, quindi si ritaglia eliminando uno spicchio tale per cui chiudendolo si ottenga un cerchio della circonferenza uguale a quella interna dell'altoparlante. Incollando insieme i lembi si ottiene il cono desiderato. Prima di procedere oltre, il cono va incollato su un secondo foglio di cartone, e si devono realizzare le sporgenze circolari che poi serviranno a formare le costole della membrana, per assicurare la giusta elasticità. Io uso degli spezzoni di filo elettrico, incollati con l'Attak. Il risultato dovrebbe somigliare a  quello della figura qua sotto.

Ora occorre rendere impermeabile la sagoma rivestendola con un foglio d'alluminio o di pellicola per alimenti.

Il cono vero e proprio si realizza col metodo della cartapesta, ossia sovrapponendo tante strisce di carta straccia (per esempio quella usata per le buste del pane) tenuta a bagno in acqua tiepida per qualche ora. Ogni striscia va ricoperta con un velo di colla vinilica. Le strisce di carta vanno disposte sfalsate a "ventaglio" in modo da ricoprire completamente al sagoma con un giro completo.  E' bene realizzare un cono piuttosto sottile, in modo da evitare che una volta asciutto diventi troppo rigido.

Prima di metterlo ad asciugare è consigliabile togliere l'eccesso di colla passando delicatamente una spugna umida sulla superficie, sempre allo scopo di ottenere un cono morbido ed elastico. Ad asciugatura avvenuta si potrà separare con delicatezza il cono dalla sagoma, e si potranno rifilare i bordi con un paio di forbici, in modo che coincida bene con il diametro della gabbia. Si procederà anche a ritagliare il foro centrale per il fissaggio della bobina mobile, dopo aver fatto qualche prova di centraggio. Questa fase è un po' delicata, perché una bobina fissata in posizione errata rischia di toccare il traferro causando fastidiose distorsioni. Comunque, con un po' di pazienza si riesce a trovare la posizione corretta, che andrà fissata dapprima con poche gocce di Attak, e in seguito, a collaudo avvenuto, con un filo di colla vinilica o di quella per modellismo (Uhu).

Infine si potrà montare il diaframma di centratura, se presente, sempre avendo cura di trovare per tentativi la posizione migliore, e fissandolo definitivamente solo a collaudo avvenuto. A questo punto il nuovo cono è pronto per essere inserito nella gabbia metallica. Se abbiamo lavorato bene fin qui, non dovrebbe essere difficile inserirlo nella sede assicurandosi che la bobina mobile si inserisca perfettamente nel traferro e si possa muovere liberamente senza alcun attrito. Ricordiamoci che il benché minimo rumorino si trasformerà fatalmente in orribili distorsioni acustiche, quindi non riteniamoci soddisfatti finché non avremo ottenuto una centratura perfetta. Prima di fissare definitivamente il bordo esterno del cono alla gabbia, blocchiamo la bobina mobile nella posizione centrale mediante alcune striscioline di carta usate come spessore tra questa e il magnete, come nella figura qua sotto.

Ora il nostro "nuovo" altoparlante è finito e pronto per il collaudo funzionale. Se va tutto bene otterremo un suono abbastanza limpido e pulito, magari con qualche nota stridente se usato a volume molto alto: in questo caso sarà bene "ammorbidire" le costole flessibili levigandole leggermente con della carta vetrata a grana fine, in modo da aumentare la flessibilità. Insomma, non sarà mai bello e buono come l'originale, ma a mio avviso è sempre meglio che buttarlo via e sostituirlo con un woofer d'autoradio con la sospensione in gomma, non credete? (L.M. 12/01)

Appendice

Suggerimento di Bruno Santa per la ricostruzione di altoparlanti non completamente distrutti (22/11/12):

recentemente avevo suggerito alcune correzioni al testo relativo alla ricostruzione di una membrana di altoparlante. Nel frattempo, ho avuto la necessità di rimettere in funzione un vecchio altoparlante elettrodinamico completo di membrana, ma con molte ed ampie lacerazioni sul suo cono. Anzichè effettuare una vera e propria ricostruzione, ho tentato una nuova via che, nella sua semplicità, ha prodotto risultati soddisfacenti. Purtroppo non ho pensato di scattare delle fotografie per cui cerco di illustrare il procedimento nel migliore dei modi, come segue.
Con il metodo di calcolo corretto da me suggerito (vedi) ho ricavato da un normale foglio di carta un tronco di cono uguale a quello esistente da riparare. Verificatane l'esattezza, ho riportato il suo sviluppo su di un foglio di carta da cucina tipo "asciugatutto" per ricavare un nuovo cono in questo materiale.
Questo nuovo cono è stato adagiato con precisione sulla membrana rotta e spalmato abbondantemente con colla vinilica bianca abbondantemente diluita in modo da impregnare il nuovo cono e la membrana sottostante. Dopo poche ore, il tutto era perfettamente asciutto, irrigidito e con le lacerazioni saldate.
Poichè la vecchia membrana aveva anche alcuni punti rotti sul margine esterno, quello ondulato per dare ellasticità di movimento al cono, ho riportato un anello di carta asciugatutto su tutto il bordo esterno, con lieve sovrapposizione sul cono, e ho ripetuto la spennellatura con colla vinilica diluita.
Ad asciugatura completata, ho terminato la riparazione con una spruzzata di vernice nera opaca, dopo aver protetto il fondo del cono e la mobina mobile ricoprendoli con un disco di carta incollata al cono.
Il risultato finale è apparso assai buono e di soddisfacente funzionamento.

 

 

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