Le Radio di Sophie

Pasqua 1969...


... o forse 1968, non ricordo bene, comunque non importa. Era Pasqua ed ero un ragazzino, giÓ appassionato di radio. In quegli anni si usavano molto le uova di pasqua artigianali, confezionate da pasticcerie locali. Molti uomini ricchi e galanti usavano questo sistema per offrire alle proprie donne sorprese mirabolanti (gioielli, collane di perle), fatte inserire come semplici "sorprese" in un uovo di pasqua apparentemente anonimo. Questi piccoli show suscitavano gridolini di meraviglia e l'ammirazione del pubblico presente, e forse le invidie delle amiche che invece nelle loro uova avevano trovato il solito stupido ciondolo.
Quell'anno la mia nonna paterna, che era rimasta vedova da poco, ricevette un grosso uovo di pasqua dai figli. Questo uovo enorme e pesantissimo rest˛ in esposizione al centro del tavolo da pranzo per qualche settimana prima della Pasqua. Ogni volta che andavo a trovare mia nonna fantasticavo sul possibile contenuto, e la mia esperienza mi portava a immaginare le solite banalitÓ: mai una volta nella mia carriera in cui la sorpresa valesse la pena.
Ma quella volta, quando arriv˛ il momento, tutti intorno alla piccola nonna che scartava l'uovo gigantesco, la sorpresa valeva proprio la pena e mi lasci˛ basito: in una scatola ben avvolta da un foglio di carta argentata c'era una prestigiosa Voxson Zephyr 5 di colore rosso come quella di questa foto, completa di tutto: custodia per passeggiare e zoccolo-alimentatore per utilizzarla in casa. Lei fece un po' fatica a riconoscere e apprezzare il dono, ma da allora e per tantissimi anni (camp˛ oltre i cento), quella piccola radio sul frigorifero era sempre accesa a farle compagnia. Ricordo di averla avuta in riparazione qualche volta in seguito, quando giÓ aveva la manopola del volume consumata dalle mille accensioni e regolazioni, e i vapori della cucina avevano imbrattato le cromature, ma andava sempre.
Per quanto mi riguarda, da allora e per sempre continuai a dovermi accontentare del portachiavi in metallo giallo o qualcosa del genere, ma per sempre coltivai l'idea e la segreta speranza che in un uovo di pasqua del futuro ci sarebbe potuta essere una Zephyr anche per me!
(L.M.)


Aggiungiamo a commento un messaggio di Aldo Franco, cui la storia appena raccontata ha suscitato il seguente ricordo:
 "Doveva essere il '68. Io vinsi un premio in denaro (ben 25.000 lire dell'epoca) per una delle migliori pagelle del 1░ trimestre del 4░ ginnasio, poco prima delle vacanze di Natale del 1967, nel collegio salesiano "Villa Sora"di Frascati (Roma). Ne spesi la metÓ al mio paese in Calabria per l'acquisto di un Tissot Carrousel, orologio di linea moderna con delle ghiere multifunzione esterne in plastica di vari colori, intercambiabili. Dopo le vacanze, rientrato a Frascati, andai a Porta Portese nella prima domenica utile accompagnato da mio cognato che mi consigli˛ la gloriosa Zephir V, da pochissimo in commercio. Lui aveva posseduto prima una Zephir IV e poi una Sportsman 70 e ne era soddisfattissimo. La confezione conteneva la radio bianca e nera, le 3 pile mezzatorcia, l'auricolare, la tracolla in similpelle nera, il portaradio alimentatore da casa e persino il portaradio alimentatore per auto da fissare sul cruscotto. L a   f e l i c i t Ó ! In collegio ci mandavano a letto alle 21,30 ed io, con l'auricolare e la radio ben nascosta nel letto - era proibito! - mi godevo le puntate degli sceneggiati radiofonici (indimenticabile "Le sorelle Materassi" di Palazzeschi) oppure Radio Montecarlo con musiche per allora d'avanguardia. Tiravo tardi, la mattina la sveglia era alle 6.30 ma chi riusciva a rinunciare! Si sonnecchiava poi in classe. Fu accantonata molti anni dopo, all'arrivo delle MF a buon mercato. Ce l'ho ancora, semidistrutta, ma ne ho comprato un'altra su ebay in buone condizioni."

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